Il calcio è una scommessa?

Quello che frega i tifosi di calcio. Segui Piero Vietti su Twitter
16 AGO 20
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Il calcio non è una fuga dalla realtà, uno sfogatoio per esistenze malinconiche e senza significato; il calcio, per un tifoso, fa parte della vita. Per questo è ancora più triste quello che è (sarebbe?) successo. Cristiano Doni esulta "a testa alta" da una decina di anni, dopo che fu assolto da un'accusa di scommesse clandestine. Ora è accusato della stessa cosa. Mi metto nei panni di un tifoso atalantino: che il giocatore simbolo della tua squadra, il capitano che ti ha appena riportato in serie A, possa avere fatto quello di cui è accusato è una mazzata da cui è difficile riprendersi. E temo che se le accuse venissero confermate dai fatti, difficilmente si potrà chiedere ai tifosi "pietà", come ha fatto ieri Beppe Signori con in giornalisti.
Il calcio, come scrive oggi Sconcerti sul Corriere, fa parte del mondo, ed è sporco come è sporco il mondo. Cose così però ci rendono cinici. Ma solo per un po'. C'è qualcosa, in questo sport, che ci fa passare oltre anche alle porcate più bestiali. Torneremo a guardare le partite come facevamo da bambini: piangendo per un gol preso, emozionandoci per la giocata del fuoriclasse ed esultando per un gol fatto dal nostro centravanti. E' questo che ci frega. E loro, i calciatori che scommettono e i potenti alla Blatter che governano il sistema da troppo tempo, lo sanno. E ci marciano sopra.